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DAVID RIONDINO in IL CIELO SOPRA PARIGI

DAVID RIONDINO in IL CIELO SOPRA PARIGI

Con questo concerto-spettacolo David Riondino ed il Trio d’Archi di Firenze propongono l’incontro tra alcuni degli esponenti più sensibili della cultura francese del primo Novecento. La toccante lettura di Riondino di brani tratti dall’opera Terra degli uomini di Antoine de Saint-Exupéry, autore noto universalmente per il suo Il piccolo Principe, trova risonanza nei brani selezionati dal repertorio cameristico francese dell’epoca per trio d’archi.

 

Saint-Exupéry è sicuramente uno dei più originali narratori francesi della prima metà del ventesimo secolo. Terra degli uomini alterna una vibrante tensione spirituale a momenti di godibilissima narrazione dei suoi anni da aviatore per il servizio postale francese, quando il viaggio aereo era un’avventura davvero pionieristica che permetteva di osservare per la prima volta dall’alto vaste aree del nostro pianeta, invitando così l’incredibile sensibilità dell’autore a librarsi anch’essa in considerazioni ed intuizioni sull’uomo e la sua terra. A fare da controcanto, le leggere e raffinate composizioni di musicisti suoi contemporanei strettamente legati alla terra di origine di Saint-Exupéry, quella Francia e quella Parigi che in quegli anni attirava ancora talenti da tutto il mondo, esprimendo in musica uno stile unico come lo spirito che muove le riflessioni dello scrittore. Dalla famosa pavane di Faurè, a veri e propri capolavori cameristici di Jean Françaix, Albert Roussel e Jean Cras (quest’ultimo un ufficiale di marina che faceva rotta in quel Nord Africa protagonista di tante pagine dello scrittore e che, come lui, traeva ispirazione dai suoi viaggi, per esprimere la sua arte ). Ed ancora Igor Stravinsky che come pochi altri si è nutrito dell’ambiente parigino di quegli anni contribuendo a creare quell’inconfondibile stile fatto di leggera e aerea sublimazione.

 

ARTISTI

David Riondino, voce recitante

Trio d’archi di Firenze

Patrizia Bettotti, violino

Pier Paolo Ricci, viola

Lucio Labella, violoncello

 

 

PROGRAMMA

 

 

durata: 1 h. e 30 senza intervallo

 

distribuzione esclusiva a cura di AidaStudio

 

DAVID RIONDINO, attore

Toscano, classe 1952, ha lavorato dieci anni a Firenze alla Biblioteca Nazionale. Artisticamente nasce con la generazione dei cantautori degli anni Settanta: pubblica dischi e compone canzoni in quegli anni abbastanza conosciute, come “La canzone dei piedi” e “Ci ho un rapporto”. Giovanissimo (1975) debutta al teatro Zelig di Milano e comincia un percorso professionale che lo porta ad esplorare quasi tutte le forme di comunicazione. Nella musica comincia con un’opera prima passata quasi inosservata alla fine degli anni Settanta, un album serioso come “Boulevard”, quel “Tango dei miracoli” ormai introvabile, uscito solo in edicola con illustrazioni di Milo Manara, e poi “Racconti picareschi” (1989), “Non svegliate l’amore” (1991), “Temporale” (1994), “Quando vengono le ballerine” (1995). Partecipa a Sanremo in coppia con Sabina Guzzanti con la canzone “Troppo sole” (1995). Collabora come verseggiatore satirico a riviste ormai storiche come “Tango ”, “Il male”, “Cuore”, nonché a “Comix” e “Manifesto”. Nel cinema dopo “Kamikazen” (1987) con Paolo Rossi, è la volta di “ Cavalli si nasce ” (1989), esordio cinematografico del disegnatore Sergio Staino. La sua prima regia del 1997 è “Cuba Libre” (1997), realizzato in collaborazione con la scuola di cinematografia dell’Avana. Singolare anche la sua attività in televisione dove partecipa ad alcune delle trasmissioni televisive tra le più interessanti e innovative della recente storia della televisione come Lupo solitario, Fuori orario, Aperto per ferie, l’Araba fenice, fino al personaggio che più gli dà popolarità presso il pubblico del piccolo schermo, quel Joao Mesquinho, cantautore brasiliano inventato per il “Maurizio Costanzo Show”; nel 2000 e 2001 partecipa al cast della trasmissione di Fabio Fazio “Quelli che il Calcio”. Nel 2002 partecipa alla trasmissione “Velisti per caso”, navigando per un mese con Patrizio Roversi nella barca Adriatica. Nel 2003 partecipa alla fortunata trasmissione di Rai 2 “Bulldozer”, condotta da Dario Vergassola e Federica Panicucci. Nel 2005 “Una poltrona per due” per LA 7. Sfuggito grazie alla sua poliedricità ai più comuni cliché artistici, definisce l’intellettuale “una persona fisica, che comunica, che partecipa, che sa trasformare la sua esperienza in qualcosa che serva anche agli altri, che non trasforma il sapere in potere, che ha un’idea sentimentale del comunicare” ed è alla ricerca di un nuovo linguaggio, “la perfetta commistione tra musica, scrittura e disegno”. In questo percorso all’insegna della trasversalità Riondino ha incontrato “A tutto volume”, il programma di libri delle reti Fininvest (1992/93/94), che ha fatto dell’alternanza di ritmi e di linguaggi, della fusione tra diversi piani di comunicazione (narrativo, visivo, musicale) la sua arma vincente. Il teatro resta comunque la sua attività principale. La sua attività teatrale parte dal “Romanzo Picaresco” (1989) all’esperienza con Paolo Rossi in “Chiamatemi Kowalski” e “La commedia da due lire” (1990), per continuare con “Paesaggi dopo la battaglia” (1991), “Seminario sulla verità” (1992), “O patria mia” (1993/94) con la regia di Giuseppe Bertolucci e la partecipazione di Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania; “Solo con un piazzato bianco” (1996) recital di e con David Riondino. Gli ultimi spettacoli realizzati da Riondino rappresentano sempre di più la scelta di un teatro all’insegna della commistione di generi fra poesia, satira, testi classici più o meno noti e musica dal vivo (eseguita anche con complessi bandistici o gruppi di strumentisti jazz o classici): possiamo citare tra questi il “Trombettiere di Custer”, con Antonio Catania Enrico Rava e Stefano Bollani, “l’Inferno” prodotto da Magazzini con Sandro Lombardi, “La buona novella” di Fabrizio De André, o ancora “Il poema di Garibaldi” dall’autobiografia in versi di Giuseppe Garibaldi. Le ultime fatiche sempre all’insegna della commistione di generi sono lo spettacolo “ Dedicato a Ernesto Ragazzoni ”, con letture del poeta e “Il Pittore e la modella”, spettacolo –conferenza con David Riondino e Milo Manara, con i disegni di Manara proiettati in grande schermo, l’operina “La cantata dei pastori immobili” insieme a Stefano Bollani e il recital “Fermata provvisoria”. Dal 1999 si occupa di progetti speciali con i corpi bandistici allestendo alcuni spettacoli di interesse nazionale come “La buona novella” di Fabrizio De André, “Il Corsaro Nero” di Verne, “poema di Garibaldi” da realizzarsi insieme alla banda dei vari luoghi in cui si allestisce lo spettacolo. É su questa linea di incontro tra generi e artisti di diverse provenienze che si sviluppa anche la sua attività di direttore e consulente artistico. Dalla Stagione 1999-2000 è consulente artistico del Teatro degli Illuminati di Città di Castello, dove cura le stagioni teatrali e gli eventi relativi. Inoltre dal 1997 è il Direttore Artistico della rassegna estiva “Il Giardino della Poesia”, rassegna di poesia contemporanea a San Mauro Pascoli e dal 1999 al 2006 è il Direttore Artistico della manifestazione “Festival del Mare” che si svolge in varie località della riviera romagnola. Dal 2003 è direttore artistico del “Teatro all’improvviso” presso il Teatro delle Rocce di Gavorrano. Sempre dal 2003 è direttore artistico del “Fossombrone teatro Festival”. Dal 2006 è Direttore Artistico del Francigena Festival. Sempre dal 2006 fonda “L’Accademia dell’Ottava” progetto che ha come obbiettivo il recupero della tradizione orale toscana.

 

TRIO D’ARCHI DI FIRENZE

Il piacere del suonare insieme, la condivisione dell’emozione dell’esecuzione e l’apprezzamento del bello estetico sono gli elementi che hanno portato i tre esecutori ad unirsi nel Trio, formazione perfetta per numero e per equilibrio delle parti, in cui l’individualità di ogni elemento viene rispettata nell’aspetto strumentale e valorizzata nella dimensione cameristica. Gli anni di impegno individuale,  il bagaglio di esperienze personali, la ricerca del suono d’insieme, la fedeltà alla partitura e lo scambio continuo di idee e di conoscenze intuitive e sensibili, rendono il lavoro del gruppo altamente interessante e produttivo, nel tentativo di donare all’ascoltatore momenti in cui sollecitare l’immaginazione, stimolare il pensiero, suscitare emozioni. Le scelte musicali, pur con approcci differenti, provengono dalla convergenza delle esperienze dei tre musicisti impegnati in ambito cameristico, solistico e didattico e dal lavoro svolto in importanti orchestre con i più prestigiosi direttori del panorama  musicale internazionale. Formazione di recente costituzione, il TRIO d’ARCHI di FIRENZE si impone  al favore del pubblico e all’attenzione della critica, coinvolgendo con la sua verve interpretativa e la vivacità del suono, incuriosendo per l’originalità dei programmi e trovando spazio in numerose e prestigiose Stagioni e Festival quali IUC Roma Università La Sapienza, Agimus Firenze, Unione Musicale di Torino, Caffeina Festival di Viterbo, Ameria Festival di Terni, Festival Amfiteatrof di Levanto, Teatro Antoniano di Lecce.