Pagine Menu di navigazione

Agenzia di promozione artistica e distribuzione

ELISABETTA POZZI in ALLA RICERCA DEL TANGO PERDUTO

ELISABETTA POZZI in ALLA RICERCA DEL TANGO PERDUTO

idea, musiche originali e rielaborazioni Jorge A. Bosso

Il tango è antico, e diviene moderno.

Il tango nacque a Buenos Aires nel XIX secolo come un’esperienza nettamente cittadina, urbana,
che niente ebbe a che fare col resto dell’Argentina. Sin dalle origini la capitale visse una condizione di quasi distacco rispetto al resto del territorio. Il tango fu un’espressione chiaramente del Rio de la Plata: Buenos Aires e Montevideo, capitale dell’Uruguay.
Elisabetta Pozzi, la celebre interprete dei classici antichi nel panorama teatrale italiano, e l’ensemble BossoConcept tentano l’utopia di proporre una visione contemporanea del tango argentino attraverso la parola e una promenade di sagome sonore, ognuna caratteristica e peculiare. Tangos tradizionali e musiche dei nostri giorni si susseguono di pari passo con una vertigine di libertà, avvolti da un disegno attrattivo di nuove illusioni e attuale entusiasmo.

 

LO SPETTACOLO

Un cammino attraverso i simboli del tango racchiusi nella sua poesia è il filo conduttore di Alla Ricerca del Tango Perduto – titolo tratto dal ciclo radiofonico creato da Jorge A. Bosso, trasmesso e prodotto dalla Radio e Televisione Svizzera Italiana, Rete Due.
Buenos Aires è tango, ed essa la sua città. Ascoltare Buenos Aires è un’azione, dove l’immaginazione e pensiero si spingono oltre la mera metonimia. Perché sentire la città attraverso il tango, è una metafora dentro un’altra metafora. Il tango fu un’attitudine verso la vita, un modo di porsi davanti alla quotidianità metropolitana.

Un avanzo di sobborgo, laggiù a Pompeya, addormentandosi accanto al terrapieno, un lampione dondolando alla barriera e il mistero di adii dal treno sparsi.

– Barrio de Tango 9 A. Troilo, H. Manzi

Un avanzo di sobborgo, quello che ancora ci rimane come simbolo di resistenza allo strappo del ricordo, di un vissuto collettivo nei confronti dell’ineluttabile sviluppo di una metropoli. Quel pezzo di quartiere, nella Buenos Aires degli anni ’40, quasi non esiste più. Una metafora dell’autore tesa a significare l’impossibilità di trattenere, nel suo presente, qualcosa che gli sta andando via tra le mani e nonostante ciò, persiste nella sua mente un suo ritaglio, che gli permette di viverlo ancora nella sua memoria.
Un cammino attraverso i simboli del tango racchiusi nella sua poesia è il filo conduttore di Alla Ricerca del Tango Perduto – titolo tratto dal ciclo radiofonico creato da Jorge A. Bosso, trasmesso e prodotto dalla Radio e Televisione Svizzera Italiana, Rete Due.

Proponiamo – insieme ai carmi naturalmente tangueros – un percorso differente, allargando l’orizzonte naturale, dove la musica e poesia di Buenos Aires giacciono circoscritte.
Astor Piazzolla comprese che il tango aveva bisogno di un cambiamento profondo, la musica di Buenos Aires non rifletteva più le radicali trasformazioni della società e del suo tempo. Il suo arrivo rappresenta un punto di svolta: il tango non è più un fenomeno puramente nazionale, ma si nutre di nuove energie, si alimenta da differenti vigori approdati da oltreoceano. Egli reinventa il suono della città e diviene portatore d’intenzioni e di cambiamenti. Un lascito d’idee e visioni che ancora oggi riesce a tessere un ponte tra gli albori del tango e la sua modernità.

E nonostante ciò, siamo sempre avvolti da nostalgias – nostalgie, nostoi. Il tango approda sempre lì, per una ragione oppure per un’altra, come aggrappato a una guerra di Troia mai esistita. Alla ricerca di un metatango, perenne portolano di malinconico
rifugio, e custode di allegorie dove l’ineffabilità si manifesta come la sua essenza più autentica.

Ma – ancora una volta -, azzardiamo l’utopia, luogo/non luogo, e parliamo di tango oltre il tango.

Quindi? Da dove? Da dove accingersi a parlare del Tango? Partiamo da sotto. Partiamo dal basso. Partiamo da quel punto, dove non sia più possibile fantasticare altro fondamento metafisico assoluto: attraverso i singolari personaggi che fluttuano lungo il suo territorio, attraverso quegli individui che abitano, vivono il tempo e gli spazi del Tango.

 

ARTISTI

Elisabetta Pozzi

Ensamble BossoConcept

 

Ivana Zecca, clarinetto

Davide Vendramin, bandoneon

Jorge A. Bosso, violoncello

Paolo Badiini, contrabbasso

Loredana Sartori e Roberto Angelica, ballerini

 

distribuzione a cura di AidaStudio

 

PROGRAMMA

Gettin’ throuh the Mood of Tango (strumentale)
Jorge A. Bosso

El Tango
Jorge Luis Borges
(Fervor de Buenos Aires)

Alegoría de un Tango (strumentale)
Jorge A. Bosso

A Fuego Lento (con ballerini)
Horacio Salgán

Melologo primo
Un viaggio in taxi a Buenos Aires
Jorge A. Bosso

Milonga Transfigurada (strumentale)
Jorge A. Bosso

Oblivion (con ballerini)
Astor Piazzolla

Melologo secondo
G.
Jorge A. Bosso

En Silencio
Evaristo Carriego (Ofertorios Galantes)

 

ELISABETTA POZZI

Principali riconoscimenti:
Premio Duse alla carriera (2006)/Premio dell’Associazione Critici Teatrali (1997 – 2006) Premio Ubu (1989 U1990 – 1996 – 1997)/Premio David di Donatello (1992)/Premio Unesco (2005)/Premio Franco Enriquez (2006)/Premio Ipazia per l’eccellenza femminile (2011)/Premio Idi (1990/1991) Fondatrice della Tea (Teatro e Autori); Fondatrice e direttore artistico della Associazione Culturale Mistras; Fondatrice e direttore artistico della Associazione Culturale Mitica Marconi; Direttrice artistica della stagione “Théâtre Ouvert” per il Teatro Stabile di Torino.
Nata a Genova nel 1955, frequenta la Scuola del Teatro Stabile di Genova, dove debutta a diciannove anni accanto a Giorgio Albertazzi ne Il fu Mattia Pascal di Pirandello, regia di Luigi Squarzina (1974). Da allora prende parte a numerosi spettacoli a fianco di Giorgio Albertazzi tra cui: Uomo e sottosuolo da Dostoevskij, La conversazione continuamente interrotta di Flaiano, Il castello illuminato di Ruggeri e Albertazzi, Peer Gynt di Ibsen. È diretta da Giancarlo Cobelli in: Pericle, principe di Tiro, Antonio e Cleopatra e Il racconto d’inverno. Torna nel 1981 al Teatro di Genova dove lavora ne La bocca del lupo da Zena a fianco di Lina Volonghi, cui segue Re Nicolò di Wedekind ancora con Albertazzi e Rosales di Luzi, Tre sorelle di Cechov, Terra sconosciuta di Schnitzler. È’ protagonista de La putta onorata e de La buona moglie di Goldoni e in Arden of Faversham di anonimo elisabettiano per la cui interpretazione ottiene per la prima volta il Premio UBU. Lavora inoltre ne La parola tagliata in bocca scritto e diretto da Enzo Siciliano presentato al Festival di Spoleto del 1985; Miele selvatico di Frayn, regia di Lavia; Annie Wobbler di Wesker di cui cura anche la regia e Piccoli equivoci di Bigagli, regia di Franco Però, presentato al Festival di Spoleto nel 1986. Durante l’estate 1987 lavora in Misura per misura di Shakespeare, regia di Jonathan Miller. Nell’estate 1988 è Francesca da Rimini di D’Annunzio di cui è protagonista con la regia di Aldo Trionfo. Nel 1988U89 al Teatro di Genova è indimenticata interprete di Giacomo il prepotente di Giuseppe Manfridi, regia di Piero Maccarinelli. Nel 1989 prende parte alla produzione del Teatro Stabile di Parma (allora Compagnia del Collettivo) Il Gabbiano di Anton Čechov, regia di Walter Le Moli. Al Teatro Festival Parma 1990 partecipa al Progetto Ritsos, promosso dall’APA (Attori Produttori Associati), un’associazione spontanea nata in gemellaggio con la Francia per promuovere il giovane teatro contemporaneo, portando in scena il poemetto Elena. Dalle relazioni con l’APA francese nasce la coUproduzione Basta per oggi presentata al Festival di Avignone nel 1990, di cui è protagonista in un cast italiano e francese. Sulla spinta delle iniziative dell’Associazione, è fondatrice della TEA (Teatro e Autori), che si occupa della promozione e divulgazione della drammaturgia contemporanea. Nel 1990 partecipa, al Teatro di Genova, allo spettacolo I serpenti della pioggia di Enquist, regia di Franco Però, per il quale ottiene ancora il Premio UBU. Nel 1991U92 è protagonista, accanto a Sergio Fantoni, de I giganti della montagna di Luigi Pirandello, cui segue Crimini del cuore di Beth Henley regia di Nanni Loy insieme a Giuliana De Sio, Pamela Villoresi , Maria Amelia Monti e Luca Zingaretti. Al Festival di Spoleto del 1992 è presente come protagonista di due atti unici: Baccanale di Arthur Schnitzler e La rivolta di Villier De L’Isle Adam, regia di Cristina Pezzoli. Nel 1992U93 è interprete de I sequestrati di Altona di JeanUPaul Sartre, regia di Walter Le Moli, una coproduzione Teatro Stabile di Parma e Teatro Stabile Abruzzese. È poi protagonista, insieme a Maddalena Crippa, dello spettacolo L’attesa di Remo Binosi, regia di Cristina Pezzoli, produzione Teatro Stabile di Parma. Sempre con il Teatro Stabile di Parma, è protagonista insieme a Massimo Popolizio di Molto rumore per nulla di William Shakespeare, regia di Gigi Dall’Aglio, che debutta a Teatro Festival Parma ’94. È protagonista di Fratello e sorella di Goethe, insieme a Carlo Cecchi, coproduzione di Teatro Festival Parma 95 e Benevento Città Spettacolo. Nella stagione 1995U96 lavora con Peter Stein in Zio Vanja di Čechov (Teatro d’Arte di Mosca, Festival di Edimburgo 1996) e nel 1997 con Luca Ronconi ne Il lutto si addice ad Elettra di O’Neill (entrambe coproduzioni del Teatro Stabile di Parma). Vince per la terza volta il Premio Ubu nel 1996 (Zio Vanja) e per la quarta volta nel Premio Ubu 1997 (Il lutto si addice ad Elettra). È impegnata con Carmelo Bene nell’Adelchi di Manzoni che debutta nell’ottobre 1997 a Roma e termina le repliche di Ruy Blas di Victor Hugo con la regia di Luca Ronconi. Nel dicembre del 1997 interpreta Max Gericke di Manfred Karge messo in scena da Walter Le Moli al Teatro Stabile di Parma e, in seguito, Stasera si recita a soggetto di L. Pirandello con la regia di Luca Ronconi. Nell’estate 1998 interpreta il ruolo di Caterina ne La bisbetica Domata di W. Shakespeare con la regia di Gigi Dall’Aglio con Michele Placido. Per la stagione 1998/99 del Teatro Stabile di Parma interpreta Alice oltre lo specchio da L. Carroll, con la drammaturgia di Luca Fontana, la regia di Giorgio Gallione e le musiche originali di Ivano Fossati e Mario Arcari. Nell’estate 2000 prende parte ai due spettacoli di Piero Maccarinelli prodotti dall’INDA a Siracusa:Elettra, di cui è protagonista, e Oreste di Euripide. Nella stagione 2000U2001 prende parte, in veste di protagonista, ai seguenti allestimenti prodotti dalla Fondazione Teatro Due di Parma: Come vi piace di W. Shakespeare, regia di Gigi Dall’Aglio; La signora dalle scarpe strette di Vittorio Franceschi, regia di Walter Le Moli e Ciò esula di Ludovica Ripa di Meana, a cura di Walter Le Moli. Nella stagione 2001U2002 della Fondazione Teatro Due di Parma, per la sezione Carta Bianca agli attori, cura e interpreta due lettureUspettacolo: Vaduccia, da L’amante di Abraham B. Yehoshua e Tempeste di Karen Blixen. Nel 2004 al teatro Ambra Jovinelli mette in scena Ti ho amata per la tua voce, dal romanzo di Selim Nassib, di cui cura la drammaturgia insieme a Luca Scarlini. Nell’estate del 2006 per il teatro greco di Siracusa interpreta Ecuba di Euripide con la regia di Massimo Castri. Sempre nel 2006 le vengono attribuiti tre importanti premi: Il premio Franco Enriquez, quello della Associazione Critici e, il 23 ottobre al Teatro Manzoni di Milano, il Premio Duse. Nel 2007 è promotrice a Torino del Progetto Théâtre Ouvert che per cinque mesi al Teatro Vittoria presenta testi di drammaturgia contemporanea. Nel frattempo prende il via l’operazione Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, progetto ideato insieme al marito Daniele D’Angelo (che ne ha curato la traduzione insieme a Monica Capuani) e portato in scena con la regia di Luca Ronconi. Nel 2008: Orestea di Eschilo per l’istituto nazionale del dramma antico, regia di P.Carriglio; Sorelle Di Sangue da Ritsos e Euripide per le Coreografie di Aurelio Gatti e la musica di Daniele D’Angelo. Notte di Maggio di A. Yehoshua per la regia di Carmelo Rifici, produzione Fondazione Teatro Due; Alexandria di R. Ciaravino per la regia di F. Però. Nel 2009: Annie Wobbler di Arnold Wesker, regia E. Pozzi e D. D’Angelo; Medea di Euripide per l’istituto nazionale del dramma antico, regia C. Zanussi. Nel 2010: Ippolito di Euripide, per l’istituto nazionale del dramma antico, regia C. Rifici; Aiace di Sofocle, per l’istituto nazionale del dramma antico, regia D.Salvo; Tutto su mia madre, di P. Almodovar, regia L. Muscato, produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile del Veneto. Nel 2011: Cassandra – o del tempo divorato, da Seneca, Eschilo, Euripide, Jean Baudrillard e il contributo originale di Massimo Fini, con la sua regia. Produzione Mistras/MDA, novità assoluta. Drammaturgia di Pozzi/Gatti, coreografia di Aurelio Gatti e musiche originali di Daniele D’Angelo. 2013 Phedre Les Oiseaux di Frédéric Boyer regia Jean Baptiste Sastre, Produzione Lugano in scena. Macelleria Messicana di E. Groppali Regia D. Salvo, per il teatro sociale di Brescia. Durante l’estate debutta con Giovanna d’Arco, della Spaziani per la Regia di Andrea Chiodi. Ancora nel 2013 Molto rumore per nulla di Shakespeare, per la regia di Walter Le Moli, produzione Fondazione Teatro Due. Nel 2014 è Clitemnestra nell’Orestea rappresentata al teatro greco di Siracusa, per il Centenario dell’istituto Nazionale del Dramma Antico. Sempre nel 2014 debutta con L’antica Bellezza, il mito di Elena, con la regia di Andrea Chiodi. Le sue partecipazioni televisive e cinematografiche, seppur frequenti, sono inferiori alla sua attività in teatro. Solo nella prima parte della sua carriera si dedica a lavori televisivi: nel 1977 è protagonista nel film per la televisione Rosso veneziano, regia di Marco Leto e subito dopo nel Che fare? di Chernichevskij con la regia de Gianni Serra. Nel 1981 lavora in Bambole con la regia di Alberto Negrin e qualche anno dopo in Colomba per la regia di Giacomo Battiato. Nel 1979 debutta anche nel cinema ne Il mistero di Oberwald di Michelangelo Antonioni. Nel ’92 ottiene il Premio Donatello quale migliore attrice non protagonista del film di Carlo Verdone Maledetto il giorno che t’ho incontrata. Nel 2005 ha partecipato al film di Ferzan Ozpetek Cuore sacro.

 

JORGE A. BOSSO

Nel Gennaio 2014 DECCA rilascia la sua versione per violoncello e archi de Las Cuatro Estaciones di Astor Piazzolla, eseguita da Enrico Dindo insieme a I Solisti di Pavia. Nel maggio 2014 ha realizzato la premiere delle sue Tre meditazioni per coro misto e violoncello, al Festival Biblico di Vicenza, durante la prolusione tenuta dal cardinale

Gianfranco Ravasi. L’anno successivo ha il privilegio di donare la partitura a Papa Francesco, pubblicata dalla Casa Musicale Sonzogno.

Il 21 dicembre 2014 si realizza la premiere di Valentina! Un violoncello a fumetti, per solo violoncello e archi U commissionata da Enrico Dindo, I Solisti di Pavia e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia – in collaborazione con l’Archivio Crepax presso il Teatro Fraschini di Pavia. Di recente ha partecipato alla Cello Biennale di Amsterdam dove ha collaborato con Daniel Muller Schott e l’Amsterdam Sinfonietta.

Incide nel 2016 il CD/DVD Tangos at an Exhibition! presso LimenMusic col suo ensemble BossoConcept ispirato alla musica della sua città, Buenos Aires.
Negli ultimi anni ha composto musiche che rimandano sempre di più a un’idea concettuale, alla ricerca di un pensiero trascendentale, metafisico: Kohelet per solo violino, solo cello e coro misto ispirato al sacro libro Ecclesiaste, Duo I e Duo II per violino e violoncello, Piano Trio per violino, violoncello e piano, Requiem per coro misto, soprano e solo cello, Bridges basato sui Preludi e Fughe op. 87 di Shostakowitsch per coro femminile e ensemble, Der Frühling der Minnesanger (Bach U Bosso) per solo violino e coro misto, MOSHEE per solo cello e 17 archi, Aulularia per 5 attori, quartetto vocale e ensemble, Je Suis Surikov Kazakh Russe per baritono, solo violino, solo cello, gruppo folkloristico russo, orchestra d’archi, percussioni, coro misto e coro di voci bianche, commissionato dalla amministrazione di Krasnoyarsk, e documentato dalla realizzazione di un cd/dvd della premiere tenuta nella città siberiana. Le menzionate opere furono eseguite in diversi paesi e città quali Petrozavodsk, San Pietroburgo (Sala Bolshoi), Nizhny Novgorod, Mosca (Sala Bolshoi), Vienna, Salisburgo, Milano (Sala Verdi, Conservatorio), Inghilterra, Svizzera, Israele, Turchia, Croazia, Stati Uniti, Belgio, Olanda, Francia, Spagna.
Parallelamente ha proposto opere del passato sotto un’altra prospettiva. Frutto di questo percorso sono le orchestrazioni delle sonate per violino e pianoforte di Ravel, Debussy, Strauss scritte per Dora Schwarzberg, e le sonate per violoncello di Debussy nella versione per archi e in seguito per orchestra sinfonica, composte rispettivamente per Enrico Dindo e Gavriel Lipkind.
Ha avuto il privilegio di conoscere e collaborare con musicisti quali Dora Schwarzberg, Ivry Gitlis, Martha Argerich, Lilya Zilberstein. Alcune di queste collaborazioni sono state incise, e prodotte su CD dalla casa discografica EMI. Un punto di svolta nella sua carriera artistica è stato l’incontro e la profonda amicizia con la violinista Dora Schwarzberg, con la quale ha creato ed eseguito numerose composizioni. Risultato e conseguenza dei loro pensieri e riflessioni è la creazione del festival Bridges a Tel Aviv.
Al tempo stesso si considera un compositore che non crede più nella divisione tra le diverse correnti musicali. Fa parte di questo suo pensiero l’ensemble BossoConcept. Nel 2010 gli è stata commissionata dall’Associazione Amici della Musica di Sondalo la composizione dell’opera Aulularia sul celebre testo di Plauto per cinque attori, quartetto vocale e ensemble strumentale. Nel 2011 gli è stata affidata, da Serate Musicali Associazione Culturale, la composizione dell’opera Di Mappe, Valli et laiche Legendae, un monumento musicale, un edificio sonoro, per celebrare la Valtellina e la Valchiavenna, per coro maschile, ensemble vocale femminile, voci bianche, soprano, voce recitante, gruppo strumentale e proiezioni multimediali. La stessa associazione gli commissiona nel 2015 Frottole, Canoni, Madrigali et altre Maraviglie per Orlando, l’Eroe Furioso.

Durante il Progetto Martha Argerich 2012, è stato prodotto e trasmesso dalla RSI Rete Due, Radio Televisione Svizzera Italiana, il ciclo di venti puntate da lui concepito, Alla Ricerca del Tango Perduto, ispirato alla musica di Buenos Aires con la collaborazione di Giada Marsadri.

Nel 2015 e 2016 gli furono commissionati: BROTHERS per due violoncelli e coro misto a cappella – ispirato alla corrispondenza tra i fratelli Van Gogh U, Tangos at an Exhibition! , Cinco Tangos Apòcrifos per cello e archi (la premiere fu realizzata presso l’Università McGill di Montreal, Canada), Es Muss sein! per dodici violoncelli (commissionato da Mario Brunello, la premiere ebbe luogo al Teatro La Fenice di Venezia), e un concerto per violoncello e orchestra, Passacaglia in Memoriam (commissionato dalla Ambasciata Argentina in Libano, eseguito da lui stesso con la Sinfonica Nazionale Libanese).

Ad agosto BossoConcept realizzò Tangos per gruppo e orchestra accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, e Tangos at an Exhibition! presso l’Auditorium di Milano.
Nel dicembre 2017 debutterà il suo lavoro MAPS: una storia dentro la storia U musiche del mondo attraverso la storia della cartografia U, con Elisabetta Pozzi, BossoConcept e la regia e video di Andrea Liberovici.

 

BOSSOCONCEPT

Jorge A. Bosso si considera un compositore che non crede più nella divisione tra le diverse correnti musicali. Fa parte di questo suo pensiero l’ensemble BossoConcept, presente regolarmente nelle stagioni concertistiche e nei festival musicali europei con diverse produzioni originali:

Gettin’ through the Mood of Tango, con la partecipazione della cantante livornese Nada Malanima; AULULARIA, nella traduzione di Roberto Piumini e musiche di Jorge A. Bosso; Di Mappe, Valli et Laiche Legendae – per cori, soprano, voce recitante e ensemble strumentale; Frottole, canoni, ballate madrigali et altre maraviglie per Orlando l’eroe furioso; In Memoriam – Oriente/Occidente per clarinetto, violoncello e orchestra da camera; Una Noche en Buenos Aires Tangos per gruppo e orchestra con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi presso l’Auditorium di Milano; Alla Ricerca del Tango Perduto con l’attrice Elisabetta Pozzi; MAPS una storia dentro la storia – con la regia di Andrea Liberovici e la partecipazione di Elisabetta Pozzi.

Di recente presentazione è il cofanetto cd/dvd, prodotto da LimenMusic, del loro nuovo lavoro Tangos at an Exhibition!