Pagine Menu di navigazione

Agenzia di promozione artistica e distribuzione

PARIS 1804 con ALESSANDRO DENABIAN E QUARTETTO DELFICO

PARIS 1804 con ALESSANDRO DENABIAN E QUARTETTO DELFICO

La vita musicale francese tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo fu caratterizzata dalla centralità della sua capitale: Parigi.
Molte città francesi ebbero solide istituzioni culturali, teatri, scuole, sale da concerto, ma dal punto di vista della produzione musicale nessuna poté eguagliare il suo ruolo: il suo Conservatorio contribuì alla formazione dei più importanti compositori francesi ed il suo ambiente culturale favorì la nascita di opere teatrali e strumentali che alimentarono la scena musicale nazionale ed internazionale del tempo.Parigi, grazie al prestigio delle sue istituzioni, rappresentò inoltre un fondamentale centro di attrazione per compositori provenienti da tutta Europa: Rossini, Meyerbeer, Bellini, Donizetti, Reicha, Gluck, Spontini e Cherubini, appartengono a pieno titolo alla storia artistica parigina per la loro partecipazione alla sua vita musicale ed il loro contributo compositivo ai generi più frequentati sulle scene francesi. Nel tempo si consolidò sempre di più la sua vocazione cosmopolita, che ne fece la capitale culturale e musicale dell’Ottocento.

In questo scenario si intrecciano le vite e le opere di alcune fra le più eminenti personalità del tempo: Luigi Cherubini, Louis François Dauprat e Gaetano Donizetti.
Luigi Cherubini (Firenze 1760 – Parigi 1842) approda in giovane età nella capitale, rimanendovi fino alla morte; attraverserà periodi di grandi angustie e ristrettezze, specialmente con l’avvento di Napoleone, ma ciò nonostante consoliderà sempre più il suo prestigio, che lo porterà a divenire uno dei maggiori rappresentanti dell’ambiente musicale parigino nonché, come insegnante (Schumann lo definì il più grande armonista del suo tempo) e direttore del Conservatorio, uno dei massimi punti di riferimento per la generazione di compositori della prima metà dell’Ottocento.

La Sonata presentata in questo programma appartiene a una raccolta di due, composte a Parigi nel 1804 e dedicate probabilmente al famoso solista Frédéric Duvernoy.
Si tratta di un brano articolato in un solo movimento ma diviso in due sezioni, un maestoso Largo iniziale, in stile di recitativo, ed un vivace Allegro: al corno, indiscutibile protagonista dell’opera, Cherubini offre ampie possibilità di mostrare le sue peculiarità tecniche ed espressive, attraverso lunghe cadenze e passaggi di grande virtuosismo.

Esatto contemporaneo di Beethoven, Anton Reicha arriva a Parigi nel 1799 in cerca di riconoscimento come compositore d’opera. Nominato professore di fuga al Conservatorio avrà tra i suoi allievi il celebre cornista Louis-François Dauprat, al quale dedicherà il suo Il Grand Quintetto pour Cor principal, deux Violons, Alto et Violoncelle avec une Contre-Basse ad libitum op. 106 in Mi maggiore. Questo quintetto rappresenta un eccellente esempio di ricerca sul suono e sull’espressività del corno naturale, ma non di meno sfoggia una scrittura densa ed equilibrata nel dialogo fra le voci del quartetto.

La scena parigina attrasse anche Gaetano Donizetti (Bergamo 1797 – Bergamo 1848) che vi arrivò nel 1838, durante la sua maturità artistica: gli anni a seguire lo vedono cimentarsi con i generi teatrali propri del teatro francese, l’opéra comique e il grand – opéra: nascono così “La fille du régiment”, “Les martyrs” e “La Favorite”.
Il Quartetto XIII invece appartiene ad un’epoca precedente, risalendo infatti al 1821. È un’opera che testimonia le già grandi qualità di questo compositore, abile nel cimentarsi, nel solco della tradizione classica, con la più nobile delle forme della musica da camera, ma al contempo capace di imprimere ai suoi quartetti il suo personale gusto del teatro, attraverso linee melodiche pregnanti, adagi di grande espressione, e movimenti veloci che richiamano i rapidi cambi di carattere della scena.
Con un salto a ritroso nel tempo il programma vede associato a queste opere il quartetto KV 421 di W.A. Mozart, scritto nel 1783. Il quartetto appartiene ai 6 dedicati ad Haydn, un’opera trattata con la più grande cura dallo stesso Mozart proprio per l’importanza del suo dedicatario.
Il quartetto 421 è una delle poche sue composizioni cameristiche scritte in tonalità minore, Mozart stesso lo definì frutto di un duro ed elaborato lavoro di composizione, dai toni espressivi solenni e drammatici, quasi anticipatori dello stile e della sensibilità romantica. Potremmo dunque concludere che, mentre le altre opere incarnano lo stile dell’epoca e le sue evoluzioni, l’opera di Mozart, rappresenta il genio, precursore del mutamento dell’arte nel tempo.

 

PROGRAMMA

Luigi Cherubini 
Sonata per corno e archi n.2 in fa maggior

Gaetano Donizetti
Quartetto n.13 in la maggiore

Wolfan Amadeus Mozart
Quartetto K421 in re minor

Anton Reicha
Grand Quintetto op.106 in mi maggiore

Durata: 90 minuti

 

distribuzione esclusiva a cura di AidaStudio

 

ALESSANDRO DENABIAN

Nato ad Aosta, Alessandro Denabian ha studiato corno sotto la guida di Dale Clevenger, Rex Martin, Thomas Müller e Claude Maury in Italia, USA, Svizzera e Francia. Musicista versatile, si esibisce in recital, concerti solistici, musica da camera e in orchestra. Ha tenuto concerti in Europa, USA, Messico, Russia, Israele, Giappone, Corea  del Sud e Cina e ha inciso per case discografiche quali Sony, Naïve, Accent, Glossa, Erato.
Negli ultimi anni ha partecipato a molti progetti di musica da camera, tra i quali: I Fiati di Parma e l’Ensemble Delfico. Con la fortepianista Francesca Bacchetta ha formato un duo specializzato nel repertorio classico e romantico.
Alessandro si esibisce regolarmente con alcune delle migliori orchestre barocche quali: La Petite Bande, Venice Baroque Orchestra, La Cetra Barockorchester Basel, Les Musiciens du Louvre, Concerto Köln e I Barocchisti.

 

QUARTETTO DELFICO

Il Quartetto Delfico nasce dall’incontro di quattro amici uniti dalla passione per la più nobile tra le forme della musica da camera, il quartetto d’archi.
Interessati al linguaggio musicale di ogni epoca, sentono come necessità l’approccio al repertorio attraverso le fonti storiche e l’utilizzo di strumenti originali.

Collaboratori di vari gruppi specializzati in esecuzioni storicamente informate, orchestre sinfoni- che e da camera, hanno intrapreso il loro percorso affiancando al grande repertorio classico e primo romantico la riscoperta e lo studio del repertorio italiano per quartetto d’archi.
Il quartetto si sta perfezionando sotto la guida dei maestri H. Beyerle e A. Moccia, ed fa parte degli ensemble ospiti dell’ECMA.

Il quartetto si è esibito fra gli altri per il Maggio Musicale Fiorentino, Ravenna Festival, i Con- certi del Quirinale-Radio Tre, il Festival del Quartetto di Gropina, il Festival Toscano di Musica Antica, il Gaudete! Festival, l’Associazione Angelo Mariani di Ravenna, l’Associazione Bal’danza di Ferrara, la Rassegna da Camera dei Solisti Aquilani, la Fondazione Etruria Mater di Tarqui- nia, la Gioventù Musicale Italiana, la Miry Conzertzaal di Gent (Belgio), il Kalkalpen Festival (Austria), Concerts a Saint Grmain, Geneve (CH).

Dal 2013 il quartetto collabora a “Quartetti d’Italia”, progetto curato dallo IASM (Istituto Abruzzese di Storia Musicale), che si occupa di riportare alla luce quartetti composti da autori italiani tra XVIII e XIX secolo, nonché di curarne le prime esecuzioni in epoca moderna.

Nel giugno 2014, per Brilliant Classics, è uscito il cd del quartetto: “Vincenzo Manfredini. Com- plete String Quartets”; dallo stesso anno, il Quartetto Delfico ha affiancato il Conservatorio Lui- gi Cherubini nell’opera di riscoperta e valorizzazione delle pagine quartettistiche presenti nel “Fondo Pitti”, prezioso archivio musicale dei Granduchi di Toscana conservato nella Biblioteca della medesima istituzione.

Nell’ottobre 2017 è uscito “Paris 1804”, il nuovo cd registrato col cornista Alessandro Denabian per Passacaille.
Inoltre, come Ensemble Delfico, gruppo misto nato per ampliare il repertorio a strumenti a fiato e contrabbasso, il gruppo è stato selezionato come Jeune Ensemble in residenza presso il Centre Culturel d’Ambronay e presso il Castello Karolyi di Fehérvàrcsurgo in Ungheria, e si è esibito in seguito al Festival d’Ambronay 2013 e per la Stagione Rivolimusica 2013/14 con l’Ottetto D803 in fa maggiore di F. Schubert.