FRANCESCO MONTANARI in IL MIO REGNO PER UN CAVALLO

Produzione Teatroper
Distribuzione esclusiva a cura di Aida Studio

Riccardo III: la storia del re crudele e ambizioso, un’atmosfera onirica, la fragilità umana, la sete di potere, un’umanità in cerca di amore e leggerezza.

Riccardo III è specchio della società inglese dilaniata da interessi, al termine della guerra delle due rose tra Lancaster e York. In una continua fragilità umana le alleanze e le complicità svelano presto la loro ipocrisia e precarietà.

Tra continui ribaltoni gli amici di ieri diventano i nemici di oggi, mentre il male interiore si espande su tutto. Interprete senza avversari è Riccardo, che parla, comunica e dichiara. Quando qualcuno prova a resistergli, usa la violenza come espediente facendo assassinare tutti i nemici. Nessuno deve frapporsi a lui nella scalata al potere. Attraverso la storia del re crudele e ambizioso Shakespeare descrive la sete umana di potere e la conseguenza malsana di rivincita.

Questo spettacolo ruota intorno alla crudeltà del protagonista e alle sue fragilità, al cospetto di una umanità che continuamente reclama amore, come dimostrazione che i grandi sono solo proiezioni di bambini. Una atmosfera onirica che continuamente compone quadri ed immagini diverse che prendono vita sulla scena, prima di essere via via trafitte dall’odio di Riccardo. Una ricostruzione dell’individuo dall’infanzia, serbatoio di come si diventa grandi. In un’umanità alla ricerca di leggerezza, amore, uguaglianza, si contrappone Riccardo come un bambino malato che non ambisce niente di quello che vogliono gli altri ma al contrario li costringe a diventare marionette della sua follia. Uno spettacolo di magia, apparizioni, e maschere con finalità catartica. Riccardo ha tutto, ma come un bambino viziato non ha l’elemento primario del suo gioco. Alla fine ritornano i sonetti di Shakespeare, ma gli attori non li recitano più volteggiando come proiezioni leggere; sono diventati concreti, e i sonetti diventano dialoghi che trasmettono scene di vita comune.

Una storia di non crescita, di macerie, di terremoto. La follia del bambino.

ARTISTI

Francesco Montanari, voce recitante

con Barbara Bovoli e Fabrizio Bordignon

versione teatrale e regia a cura di Fausto Costantini