ALESSIO BONI in COGLI L’ATTIMO CHE FUGGE

Distribuzione esclusiva a cura di Aida Studio
da un’idea di Margherita Romaniello

L’assoluta temporaneità del presente, del giorno, dell’attimo, unica certezza lasciata agli uomini. Orazio è sempre stato un autore moderno, apprezzato e sicuramente il più tradotto nel mondo.

Accompagnato dal suono mistico e lisergico di oltre trenta strumenti provenienti da tutto il mondo e apparecchiati in scena su un tappeto dal musicista Oscar Bonelli, Alessio Boni interpreta il poeta latino Quinto Orazio Flacco, vissuto sotto l’impero di Augusto.

Partendo dalla storia della sua vita, dall’assolata Venosa (colonia romana ai confini fra la Lucania e l’Apulia del I sec a.C), Alessio/Orazio traccia la storia della sua vita passando per la battaglia di Filippi al fianco del Cesaricida Bruto, fino all’arrivo a Roma e l’incontro con Mecenate che rimarrà a lui legato fino alla fine dei loro giorni. Attraverso i suoi versi più significativi tratti dalle Odi, le Satire, gli Epodi, le Epistole, Orazio racconta se stesso in prima persona. Dipingendo con tratto colto, ironico e non accusatorio, ma anche meditativo, malinconico e sentimentale sia la sua esistenza sia la società romana del suo tempo, i suoi legami con i potenti, con lo stesso Imperatore, le donne. Inneggiando ad una vita semplice, seppur di fatto anelando anche alla rumorosa e caotica vitalità dell’Urbe, assaporando la quiete di una cena in campagna e la genuinità di un buon vino bevuto con gli amici più cari; e ancora suggerendo il segreto di una vita senza troppe illusioni, senza il pensiero di un’esistenza ultaterrena, ma piuttosto cogliendo l’assoluta temporaneità del presente, del giorno, dell’attimo, unica certezza lasciata agli uomini.

Orazio è sempre stato un autore moderno, apprezzato e sicuramente il più tradotto nel mondo.
In Cogli l’attimo che fugge, complice un’esecuzione musicale suggestiva ed emozionante ad opera di Oscar Bonelli, musicista che esegue senza spartito e senza scrittura le sue musiche, lo spettatore verrà rapito in un viaggio lungo duemila anni e breve settanta minuti, dalla Lucania antica, a Roma, al Mar Mediterraneo, fra campi di battaglia, corti egiziane ( quella della sconfitta Cleopatra), circoli culturali, orti e ville di campagna.

Tanti i personaggi raccontati, i caratteri tratteggiati minuziosamente e con piglio incredibilmente divertente, ironico e contemporaneo. Come non identificare la Roma augustea nella società di oggi quando si ascolta l’incontro con il pervicace Seccatore, o la moda di celebrare i cuochi come fossero filosofi e maestri di vita, o ancora il vezzo di avvicinarsi ad un bicchiere di vino con un estremo e a volte ottuso birignao. E come non commuoversi dinanzi alle parole, alle emozioni di un cuore spezzato, trepidante, nostalgico e riconoscente verso un padre semplice eppure maestoso, ed una guida, un amico, un salvatore, quale fu per Orazio il nobile e scaltro Gaio Cinio Mecenate, cui il venosino ha dedicato tantissimi versi e la sua intera esistenza, fino a definirlo “l’altra metà dell’anima mia” e alla cui morte non sopravvisse che pochi mesi, nell’8.a.C.

ARTISTI

Alessio Boni, voce recitante

Oscar Bonelli, musiche dal vivo, accompagnamento con canto armonico gutturale e gregoriano

strumenti di scena: duduk, setar, gambus, gong, mizmar, doholla, kalimba santur, fujara, surmandala, doppio flauto, daf, tromba tibetana, zurna, esraj, conchiglia, campana tibetana, def riqq, dan moi ronzoni, hang, sansula.

adattamento e testi originali a cura di Margherita Romaniello