LUIGI LO CASCIO in L’AFFARE VIVALDI

Distribuzione a cura di Aida Studio

La concatenazione degli eventi, per quanto bizzarra possa sembrare, è dovuta alla storia. Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le “Quattro stagioni”, ciò è dovuto a numerose peripezie dimenticate, e sono proprio queste peripezie – così assurde, intricate, incredibili, comiche, cariche di suspense che hanno ispirato la costruzione di questo spettacolo di teatro-musica a tratti drammatico e a tratti farsesco.

Lo spettacolo è interamente dedicato all’opera di Vivaldi ispirandosi al testo “L’Affare Vivaldi” di Federico Maria Sardelli, edito da Sellerio, vincitore del premio Comisso 2015 per la narrativa.

Luigi lo Cascio e Federico Maria Sardelli riscrivono il testo di questo questo leggibilissimo libro raccontando la storia, l’itinerario attraverso i secoli, dei manoscritti di Vivaldi, di come hanno rischiato di sparire nel nulla, e di come sono stati ritrovati e da chi.

Tra musiche inedite del giovane Vivaldi, magistralmente eseguite dall’ensemble Modo Antiquo, la lettura di Lo Cascio si muove con grande agilità e sicurezza su diversi itinerari dando allo spettatore l’opportunità di seguire, sia sul piano musicale, sia sul piano musicologico, l’affascinante percorso di un enorme patrimonio musicale che ha rischiato di andare perduto. La fortuna popolare delle “Quattro stagioni” di Vivaldi ha infatti certamente reso il nome del compositore familiare al grande pubblico al punto forse di costituire un ostacolo alla conoscenza più ampia della sua opera, vasta, complessa e affascinante.

I molti appassionati di Vivaldi pur apprezzando le sue composizioni orchestrali, la musica vocale, sia sacra che profana, non sanno però che grandissima parte dell’opus vivaldiana è rimasta per secoli sepolta nella biblioteca di famiglie aristocratiche più o meno decadute, e che ha rischiato di non veder mai la luce. Quello che rende lo spettacolo particolarissimo e fruibilissimo, è che questa materia, potenzialmente oggetto di dotte dissertazioni e grande erudizione, è trattata da Lo Cascio con deliziosa leggerezza e raffinato senso dell’umorismo. Lo Cascio dà prova di una straordinaria interpretazione dell’ambientazione passando dall’epoca vivaldiana fino al periodo fascista. L’umorismo che pervade il testo ne rende uno spettacolo divertente, ancorché alquanto istruttivo e Lo Cascio ha anche la capacità di adottare un registro sobrio e serio quando la narrazione tocca momenti difficili della storia nazionale. In conclusione, uno spettacolo che chiunque abbia ascoltato con piacere la musica di Vivaldi dovrebbe vedere – e che rimane piacevolissimo anche per chi si approccia per le prime volte al barocco!

ARTISTI

Luigi lo Cascio, voce recitante

Ensemble Modo Antiquo

Federico Maria Sardelli, flauto dritto e traversiere

Enrico Casazza, violino

Raffaele Tiseo, violino

Bettina Hoffmann, violoncello

Gianluca Geremia, tiorba e chitarra

PROGRAMMA

Sonata a due violini e basso “La Follia”, Op. I, n. 12

Largo dal concerto per flautino RV 443

Andante dal concerto per traversiere RV 438

Sonata a tre RV 60

Allegro non molto dalla sonata a tre RV 103

Largo per violoncello e basso da RV 538

Giga dalla sonata per flauto e basso RV 52

“In memoria aeterna”, riduzione strumentale del versetto del salmo RV 795