LUIGI LO CASCIO in L’INFINITO

AidaStudio Produzioni
Distribuzione esclusiva a cura di AidaStudio Produzioni

Sono trascorsi due secoli da quando il poeta, appena ventenne, scriveva una delle liriche più belle, intense e significative di tutta la letteratura italiana l'Infinito; una lirica che, come un dipinto, un monumento, un’opera d’arte, parla agli uomini di qualsiasi epoca con la stessa forza evocativa ed emozionante di quando fu scritta.

Sono trascorsi due secoli da quando il poeta, appena ventenne, scriveva una delle liriche più belle, intense e significative di tutta la letteratura italiana l’Infinito; una lirica che, come un dipinto, un monumento, un’opera d’arte, parla agli uomini di qualsiasi epoca con la stessa forza evocativa ed emozionante di quando fu scritta. È la lingua pura della poesia che non conosce tempo, né spazio, né età. Una mostruosa intelligenza che abitava un corpo mostruoso, chilometri di pagine scritte in versi e in prosa da un uomo alto solo 1 metro e 39, una cultura enciclopedica e un cuore adolescente. Pur conscio di appartenere a quell’età moderna, e pur accettando il predominio di una poesia fondata sul pensiero e sulla consapevolezza dell’infelicità, che si esprime attraverso il patetico, Leopardi non si rassegna ad escludere il carattere immaginoso dai suoi versi. Così come non si rassegnerà a rinunciare alle illusioni, continuandole a vagheggiare attraverso la memoria e a nutrire di esse la sua poesia.

ARTISTI

Luigi lo Cascio, voce recitante

Erica Piccotti, violoncello

musiche di J. S. Bach 

ideazione di Elena Marazzita