THE ARCHIPOETA

Distribuzione esclusiva a cura di AidaStudio Produzioni in collaborazione con Modo Antiquo

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Estuans intrinsecus, ossia la Confessio Goliae dell’Archipoeta, scritta a Pavia nel 1163, era ed è certamente la più celebre tra le poesie secolari del Medioevo. Lo Testomoniano i numerosi imitatori e contraffattori che presero la Confessio Goliae a loro modello di forma e di pensiero, e i ben 37 manoscritti che la tramandano. Oggi, è la poesia-emblema che ha formato e scolpito la nostra immagine collettiva dei vaganti goliardi, dissacratori, mordaci, goderecci, servi di nessuno se non di Bacco e Venere. Proprio l’Archipoeta, che deride di cuore quei poeti solitari che si castigano nella speranza di scrivere opere immortali, è riuscito, con lievità ma con la pancia piena di buon cibo e vino, ad inviare un segno che attraversasse più di 800 anni di storia. Ma le fonti ci tramandano il carme in forma mutila: né nel manoscritto dei Carmina Burana, che riporta della poesia tutte le sue 25 strofe, né nelle altre e più brevi fonti viene trasmesso la sua melodia. È peraltro un destino molto comune della poetica dell’epoca: nonostante l’intenso lavoro di ricerca è stato finora possibile ricostruire le melodie di non più di un quinto dei Carmina Burana, la sua parte maggiore rimane muta lettera scritta. Grazie alla collaborazione tra Modo Antiquo e il Dipartimento di Latino Medievale dell’Università di Colonia è stato ora possibile rintracciare la melodia dell’Archipoeta. Punto di partenza della ricostruzione è una poesia anonima coeva, che in una fonte periferica troviamo preceduta, senza alcun nesso logico, dalle prime strofe della Confessio. Si tratta delle cosiddette Ansingestrophen, un mezzo piuttosto diffuso per indicare che metro e musica sono identici; dovremmo tradurre “Cantasi come…”. Un felice caso vuole che in una terza fonte, leggermente posteriore, si trovi questa poesia completa della sua melodia, scritta oltretutto in notazione ancora oggi decifrabile ed eseguibile: la catena dalle parole dell’Archipoeta alla sua musica è – finalmente – completa e salda. Modo Antiquo ha così presentato per la prima volta la Confessio Goliae al pubblico, collocandola nel suo naturale conTesto culturale ed artistico. Il programma unisce poeti che con l’Archipoeta condivisero studi, professione, vocazione, destino, committenti, modi di vivere, ma soprattutto mentalità ed arte. Non si sentiranno solo i canti dei più noti Petrus di Blois, Walter di Châtillon, Filippo il Cancelliere, ma anche opere anonime dalle più importanti fonti della lirica dei vaganti, come il manoscritto fiorentino Pluteo 29.1., i Carmina Burana e i poco frequentati Herdringer Carmina.

PROGRAMMA

ANONIMO
PETRUS DI BLOIS WALTER DI CHÂTILLON ANONIMO
ANONIMO
FILIPPO IL CANCELLIERE ANONIMO L’ARCHIPOETA

ANONIMO (Carmina di Herdringen) ANONIMO
FILIPPO IL CANCELLIERE
ANONIMO

ANONIMO ANONIMO ANONIMO ANONIMO

MODO ANTIQUO 

direzione, Bettina Hoffmann

Alberto Aleegrezza, canto, flauto dritto
Federico Maria Sardelli, flauto dritto, flauto traverso, flauto di corno, ciaramella

Bettina Hoffmann, viella, ribeca
Ann Fierens, arpa
Daniele Poli, liuto, salterio, ghironda

PROGRAMMA

La Prime Estampie Royal (frammento) Vite perdite me legi
Licet eger cum egrotis
La Tierche Estampie Roial

Dulce solum
Mundus a munditia
Passionis emuli
Estuans intrinsecus (Confessio Goliae)

Invectio contra prelatos
La Quinte Estampie Real O labilis sortis
Mundi princeps eicitur
La Quarte Estampie Royal O varium fortune lubricum La Septime Estampie Real Alte clamat Epicurus

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