Pochi conoscono l’intima bellezza della produzione sacra di Antonio Vivaldi: il Prete Rosso è divulgato – e svillaneggiato – soprattutto come virtuoso di violino o impetuoso autore di arie d’opera. Ma il nucleo più profondo e significativo della sua opera si trova nella produzione sacra, alla quale destina i suoi temi più belli e le sue ispirazioni più alte. Vivaldi era un prete che non diceva messa: la favola che lo descrive lasciar l’altare tre volte per correre in sagrestia a scrivere musica è stata finalmente derubricata a impostura e bandita da ogni biografia. Ma era vero ch’egli aveva dovuto lasciare a più riprese l’altare durante la celebrazione, e questo a causa della sua malattia, che gli impediva di respirare correttamente e che ne fece per tutta la vita un disabile bisognoso di assistenza. Ciò nonostante, Vivaldi era un credente fiero del suo status sacerdotale: ce lo dimostra dedicando ai Testo liturgici una cura straordinaria, un’ispirazione di sconosciuta profondità.

-Federico Maria Sardelli

ARTISTI

Nicki Kennedy, soprano
Federico Maria Sardelli, direttore

Modo Antiquo, su strumenti d’epoca

Raffaele Tiseo, Paolo Cantamessa, Luca Ranzato, Stefano Bruni, Emanuele Marcante, Laura Scipioni, violini

Pasquale Lepore, viola
Bettina Hoffmann, violoncello
Federico Bagnasco, contrabbasso
Simone Vallerotonda, tiorba
Andrea Coen, organo

PROGRAMMA

Salve Regina, RV 617, antifona per soprano, archi e Bc
Concerto RV 157 per archi e Bc
In furore giustissimæ iræ, RV 626, mottetto per soprano archi e Bc

Concerto RV 522a per 2 violini, archi e Bc
Laudate Pueri, RV 601, salmo per soprano, archi e Bc

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